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Sonetto 112 - Veggio al mio danno acceso e largo il Cielo, - Druckversion +- Sonett-Forum (https://sonett-forum.de) +-- Forum: Sonett-Archiv (https://sonett-forum.de/forumdisplay.php?fid=126) +--- Forum: Sonette aus romanischen Sprachen (https://sonett-forum.de/forumdisplay.php?fid=857) +---- Forum: Italienische Sonette (https://sonett-forum.de/forumdisplay.php?fid=821) +----- Forum: Italienische Autoren C (https://sonett-forum.de/forumdisplay.php?fid=1400) +------ Forum: Vittoria Colonna (https://sonett-forum.de/forumdisplay.php?fid=1397) +------ Thema: Sonetto 112 - Veggio al mio danno acceso e largo il Cielo, (/showthread.php?tid=31015) |
Sonetto 112 - Veggio al mio danno acceso e largo il Cielo, - ZaunköniG - 18.05.2026 Veggio al mio danno acceso e largo il Cielo, E al mio giusto desio sdegnoso e parco, E del gran mal, c’ ho sempre il petto carco, Mostro la minor parte, e l’ altre celo. Nè spero omai, ch’ al variar del pelo, Girando il dì, ch’ a mio mal grado varco, Cangi l’ alma lo stile, o ’l grave incarco, Men nojoso sopporti il mortal velo. Beata lei, che con un fuoco estinse L’ altro più interno, e dall’ ardita Morte Fu ’l martir lungo in sì brev’ ora spento. Ma timor dell’ eterne fè più corte Le pene sue; lo mio furor distrinse Maggior paura, e non minor tormento. |