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Sonetto 092 - Qual uom, cui folta nebbia al viso ha spente
#1
Qual uom, cui folta nebbia al viso ha spente
L’ orme del chiaro suo noto viaggio;
Ma dal piè avvezzo, e dal giudizio saggio,
Quasi cieco condur dritto si sente;

Tal io già alfin della mia voglia ardente,
Vidi asconder da Morte il fido raggio,
Scorta del viver mio; ma pur sempre aggio
Dell’ alto esempio suo chiara la mente.

Atra notte di fuor, dentro bel giorno
Scorgo, onde l’ alma desiosa e lieta
Sempre si volge al mio celeste segno.

Così senza girar gli occhi d’ intorno,
Quanto posso leggera, all’ alta meta,
Chi mi scuopre il mio Sol, correr m’ ingegno.
Der Anspruch ihn auszudrücken, schärft auch den Eindruck.


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