24.05.2026, 01:46
Quanto io di vivo avea ne' sensi, acerba
Morte in un giorno col mio sol mi tolse;
Ma lui d'affanno e me d'error disciolse:
Non vivo io qui, lui miglior parte or serba.
Per me del mondo i frutti sempre in erba
Veggio, nè fronda pur unqua ne colse
L'alma, da allor, che i suoi pensieri accolse
In se, e se stessa in lor chiusa riserba.
Per colui che si fe' morendo vivo,
E me fa viver morta, che dal cielo
Fuor di me tiemmi e solo in lui m'appago;
E mentre il viver mio raccolto e schivo
Scorge ei col freno in man del mortal velo
Sent' io lo spirto suo del mio amor vago.
Morte in un giorno col mio sol mi tolse;
Ma lui d'affanno e me d'error disciolse:
Non vivo io qui, lui miglior parte or serba.
Per me del mondo i frutti sempre in erba
Veggio, nè fronda pur unqua ne colse
L'alma, da allor, che i suoi pensieri accolse
In se, e se stessa in lor chiusa riserba.
Per colui che si fe' morendo vivo,
E me fa viver morta, che dal cielo
Fuor di me tiemmi e solo in lui m'appago;
E mentre il viver mio raccolto e schivo
Scorge ei col freno in man del mortal velo
Sent' io lo spirto suo del mio amor vago.
Der Anspruch ihn auszudrücken, schärft auch den Eindruck.

